In questi giorni, dopo la tragica alluvione e la frana di Messina, ci sono stati molti commenti, reazioni, molti dati sono stati resi pubblici, molta parte dei retroscena della gestione del territorio in Sicilia è venuta fuori. Di seguito pubblichiamo una sorta di memoriale scritto dalla nostra redazione e da voi lettori. Sono alcune delle cose che più ci hanno colpito tra le tante che abbiamo raccontato, anche prima del 2 Ottobre..
IL PRECEDENTE. SEMPRE MESSINA, 2007. l’alluvione del mese di ottobre 2007 aveva interessato le stesse zone dell’evento
calamitoso di venerdì, pertanto era stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 dicembre 2007 avente ad oggetto la «Dichiarazione dello stato di emergenza in ordine agli eccezionali eventi atmosferici verificatisi nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2007 nel comuni della fascia jonica della provincia di Messina».
Il provvedimento era stato reiterato con scadenza 31 dicembre 2008.
Il prefetto di Messina aveva insediato un gruppo di lavoro tecnico-istituzionale che aveva prodotto una relazione conclusiva che identificava i siti dove intervenire ed il costo degli interventi.
ma aveva rilevato “la carenza di mezzi ed attrezzature della Protezione Civile”, che non ha mezzi, ma ha un organico corposissimo.
L’OSPEDALE DI MESSINA. Ad esempio che l’ospedale “Piemonte”, di Messina, dove sono stati ricoverati tutti i feriti è a rischio sismico….eppure gli operatori che lavorano lì continuano a lavorare facendo finta di nulla…. E quanti ospedali sono costruiti in Sicilia con il calcestruzzo depotenziato, come il San Giovanni di Dio di Agrigento? Anzi, non c’è ospedale in Sicilia che non sia stato attraversato da inchieste giudiziarie sulle infiltrazioni di Cosa Nostra: Agrigento, Marsala, Catania, sono solo un esempio. Infine, una curiosità: chi è il custode giudiziario del San Giovanni di Dio, per risolvere l’emergenza e capire se e quanto può stare in piedi? Indovinate…Guido Bertolaso.
I SOLDI, I SOLDI. Sono più di 270 milioni di euro i fondi versati dall’Unione europea alla Sicilia per la prevenzione dei rischi come quelli avvenuti a Messina. La cifra va spalmata in un arco di 13 anni: per il periodo 2000-2006 sono stati destinati 142,636.475 euro alla ‘protezione e consolidamento dei versanti, centri abitati e infrastrutture’, a cui vanno sommati 40,95 milioni per la ‘tutela integrata delle aree costiere’, mentre per il 2007-2013 sono 120,165 i milioni di euro indirizzati alla ‘prevenzione dei rischi’ naturali e tecnologici. A questi ultimi vanno aggiunti i 14,387 milioni per la categoria ‘altri provvedimenti intesi a preservare l’ambiente e a prevenire i rischi’. Somme ingenti, che spetta alla Regione Sicilia decidere come spendere e su cui la Commissione potrà vedere chiaro solo tra un anno, quando avverrà la valutazione del periodo 2000-2006.
FONDO DI SOLIDARIETA’. L’Italia non potrà fare appello al Fondo europeo di solidarietà per la catastrofe di Messina, sul modello di quanto avvenuto per l’Abruzzo. Il danno o la calamità naturale dovrebbe essere pari allo 0,6% del pil nazionale oppure superiore a 3 miliardi di euro oppure colpire il 50% della popolazione della regione, con danni permanenti e irreversibili”. Ad esempioper l’eruzione dell’Etna del 2003 la Sicilia ricevette dalla Ue 16,8 milioni di euro.
IL PONTE E I TRENI. Si parla tanto del Ponte sullo Stretto, ma non di quello che avviene mentre si discute del Ponte. Avviene ad esempio che Ferrovie dello Stato nel nuovo piano di produzione, prevede la cancellazione di Trenitalia dalla Sicilia (eliminano 8 coppie di treni a lunga percorrenza, 16 intercity ed espressi, chiudono le officine di di Messina, Siracusa, Palermo, la sala operativa di Palermo e di tutti gli uffici collegati, sopprimono le navi che traghettano i treni nello stretto di Messina…
LE STRADE. Lo scorso 29 maggio, per uno smottamento del terreno è crollata la Caltanissetta-Gela. Nel giro di una settimana ha prima ceduto un pilastro creando uno scalone di 40 centimetri e poi è venuta giù per 90 metri tutta la navata. Era stata inaugurata nel 2006, dopo 30 anni di lavori. Il crollo ha fatto “solo” due feriti nel primo cedimento. Fosse venuto giù all’improvviso quei feriti sarebbero morti.
EOLICO. Non dimentichiamoci che da noi pure l’energia pulita è in mano la mafia. Questo il link di uno dei nostri articoli, così vi rinfrescate la memoria:
I CONDONI. Fu il primo governo Berlusconi a fare il maxi condono. Nel 1994, ai tempi del Governo Berlusconi, ci fu in Italia un massiccio condono edilizio: la Sicilia fu al terzo posto nella classifica della regioni, 170 mila versamenti, 400 mila miliardi per sanare l’ illegalità. C’ è tutta una tradizione sulla speculazione edilizia in Sicilia: nella notte tra il 26 e il 27 febbraio 1973 il Consiglio comunale di Palermo approvò in venti minuti 2.730 varianti al Piano regolatore. In tutta Italia, stando alle stime elaborate da Legambiente e dall’Istituto di ricerca Cresme, nel quinquennio 1994-1998, (cioè dopo il condono approvato dal Governo Berlusconi-Radice), sono state realizzate 232.000 nuove case abusive, per una superficie complessiva di 32,5 milioni di metri quadrati e un valore immobiliare di 29 mila miliardi di lire.
L’evasione fiscale corrispondente ammonta a 6.700 miliardi di lire.
Il 76,3% delle costruzioni illegali è concentrato nelle regioni meridionali e nelle isole (al Nord la percentuale scende al 14%, mentre al Centro è al 9,7%).
In particolare, il fenomeno è significativo in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, dove insiste quasi il 60% del totale nazionale delle costruzioni illegali.
Ciò dimostra che la mappa del fenomeno-abusivismo ricalca abbastanza fedelmente quella del radicamento delle organizzazioni criminali e mafiose sul territorio nazionale.
IN CONTINENTE. I lavori di ammodernamento della Salerno – Reggio Calabria furono avviati nel 1990 dal presidente del Consiglio Craxi. L’autostrada, da allora, è costata 17 volte di più rispetto allo stanziamento iniziale. L’A3 ha fatto diverse vittime, tra cui gli automobilisti travolti dal fango della strage di Altilia (gennaio 2009) I lavori hanno arricchito le ‘ndrine e i casalesi. Anas ed Impregilo, che non sono stati capaci di completare un’autostrada in vent’anni, faranno il Ponte entro il 2016? Nel frattempo la “Stretto di Messina” continua a sprecare denaro pubblico.
IL PIANO CASA SICILIANO. Per singolare coincidenza, il piano casa della Regione Siciliana doveva essere discusso all’Ars proprio questa settimana. Il fatto stesso che il Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo lo abbia ritirato, per modificarlo alla luce della strage di Messina, è un’ammissione di responsabilità politica del Governo sulla cattiva gestione del territorio nell’isola.
IL NUBIFRAGIO A TRAPANI: 80 milioni di euro di danni. La Protezione Civile regionale ha quantificato i danni del nubifragio dello scorso 16 settembre a Trapani. Il maltempo ha determinato danni per 80 milioni di euro. Di questi 60 milioni nella sola città di Trapani. Poi c’è Alcamo con 5 milioni e 500 mila euro di danni. A seguire Favignana con 3 milioni e 100 mila euro, Erice con 2 milioni, Valderice con un milione e mezzo e Salemi con 500 mila euro.
QUALCHE LINK. Il primo condono edilizio del 1985 , Bettino Craxi
Il condono edilizio del 1994 di Silvio Berlusconi.
Il condono edilizio del 2003 sempre a firma di Silvio Berlusconi.
Normativa comunale per l’applicazione delle sanotorie sugli abusi edilizi del Comune di Messina di Giuseppe Buzzanca (sindaco di Messina).
Infine, un proverbio indiano: “Abbiamo la Terra non in eredità dai genitori, ma in affitto dai figli”.
Bertolaso arriva sempre con l’elicottero.
Gentile corrispondente,

Torna per il nono anno “Il Volatore di Rmc 101″ , lo spazio dedicato all’approfondimento, alle interviste e alle inchieste, a cura della redazione di Rmc 101 e
mento”. Su tutti, rimangono impressi quei “capacissimi tecnici in casacca zebrata”, ingegneri reclusi nei campi di sterminio, che si stavano occupando dei missili tedeschi per bombardare l’Inghilterra. Erano, insomma, meccanici destinati dalle SS alla costruzione di armi mortali. La storia l’hanno fatta loro. Come? “Si diceva che avessero immesso dell’urina nelle sottili tubature: i missili, che erano stati portati in Francia e collocati nelle rampa di lancio si erano rifiutati di partire. Un’altra volta le tubature erano state intasate con la carta”. Riescono a sabotare un treno intero di missili. “I meccanici erano stati impiccati – conclude Pahor – quindici, ad un rotaia innalzata di traverso in mezzo ad una galleria”.
Le persone sono numeri. Ci giochiamo nelle colonne del superenalotto tutto: date di nascita, giorni da ricordare, anniversari, età. Per ogni evento della nostra vita ci sono sei numeri da estrapolare, un segno divino da non lasciarsi scappare.
La prima casa costruita fuori dal centro storico era stata quella grande e bianca sulla sommità della curva oltre il Ponte Intavolato, che lo chiamavano così perché tanto tempo fa era davvero fatto di tavole, ma nessuno se lo ricordava in quel modo. Era una casa massiccia e sobria, con le cornici delle finestre bordate di marrone e il tetto non troppo a spiovere, con un piccolo abbaino al centro. Poi come improvvisati compagni di picnic a quella casa sorta in piena campagna se ne erano aggiunte altre. Le case popolari negli anni Sessanta erano state costruite senza un piano regolatore, senza un’idea architettonica, quasi in spregio alla bellezza dei luoghi che andavano a deturpare, come se la bruttezza fosse un’ideale rivoluzionario, una livella sociale, una sottile forma di vendetta estetica che in qualche modo metteva tutti d’accordo. I nuovi quartieri erano cresciuti così, senza senso, senza una logica, se non quella della infinita generativa del cattivo gusto. A pochi metri di distanza si fronteggiavano gli stili più disparati: casermoni popolari a parallelepipedo tutti mattoni e cemento che si guardavano in cagnesco con assurde villette bifamigliari in grigio cemento bucciardato, impresentabili condomini dagli infissi turchesi con finiture in alluminio anodizzato sopravvivevano accanto a incompiuti edifici lasciati a tufo.