Caro Direttore,
qualche anno fa, quando anni fa la Giunta guidata da Eugenio Galfano, o da Leo Giacalone…, decise di fare un condono fiscale per le famiglie meno abbienti della città che erano indietro con i pagamenti delle tasse e delle imposte come l’acqua e i rifiuti, lei lanciò uno dei suoi strali in difesa della legalità, contro i condoni, etc. Mi meraviglia che ora non dica nulla sul condono delle multe che sta preparando l’Amministrazione Carini. Non è ben più grave? Quello era un tentativo di venire incontro a gente misera, di quest’ultimo condono invece mi meraviglia il fatto che serva solo a fare cassa. Avrà anche lei qualche multa non pagata nel cassetto?
Giuseppe M.
Gentile corrispondente,
anni fa, quando la precedente Giunta varò, credo nel 2004, quell’ipotesi di condono per le imposte comunali non pagate, mi lamentai molto: perché il condono volta le spalle alla legalità, è un insulto ai cittadini onesti, mi faceva rabbia che venisse da una giunta di centrosinistra una manovra di questo tipo. Né valeva la scusante del fatto che si andava incontro alle famiglie povere che non potevano pagare l’acqua: i poveri, purtroppo, in questa terra sbilanciata, rimangono sempre i poveri, se non hanno i soldi per pagare l’acqua, non ne hanno neanche la metà. La politica non deve risolvere le disuguaglianze con i condoni, anche perché, di queste misure, si approfittano sempre le persone più ricche.
La rabbia allora nasceva da una considerazione, piccola e grande. E cioè che quello era il segnale di una mutazione nella cultura politica: da questo piccolo episodio si poteva vedere come il “fare cassa” stesse per diventare l’imperativo di ogni ente pubblico, sola legge morale che su tutte sovrasta.
E così è stato. Oggi non parlo più perché, purtroppo, il condono è stato istituzionalizzato, in ogni forma e contesto. Anzi, sembra che più tardi paghi, meno paghi. I miei genitori mi hanno insegnato il contrario: i debiti vanno pagati subito. A quanto pare non è così.
Carini e la sua giunta ragionano d’istinto. Sanno che devono fare cassa come possono. E si adeguano con piacere. E’ sempre la filosofia dell’amministratore di condominio: se qualche condomino ha le rette arretrate mi contento che ne paghi una parte subito, anziché tutto chissà quando. Il resto non importa. Si vendono gli immobili, si chiude un occhio sugli arretrati, si concedono licenze e lottizzazioni sempre più numerose. Tutto, perché si faccia cassa. E al diavolo la politica.
Il provvedimento sullo scudo fiscale approvato dal Governo è il vertice della piramide, che da solo giustifica, politicamente e culturalmente tutto il resto. Vengono cancellati i peggiori reati tributari e societari, è cancellato il falso in bilancio e le false scritture private. Per legalizzare i capitali esportati si dovrà pagare la modica cifra del 5 per cento del loro ammontare, mentre le tasse evase e le sanzioni conseguenti porterebbero a superare il 50 per cento della somma evasa.
Grande protezione per gli evasori e totale irrisione per i cittadini onesti. E’ questo lo Stato che stanno disegnando.
Grazie dell’attenzione, e continui a seguirci.
P.S. A proposito, forse non tutti sanno che l’opposizione parlamentare avrebbe potuto bloccare il provvedimento di scudo fiscale del governo. Al momento del voto sulle eccezioni di costituzionalità la maggioranza era presente in Aula con 267 deputati mentre l’opposizione avrebbe potuto contare su 280 voti, se solo 70 di questi non fossero risultati assenti. Dov’erano gli assenti del Pd? Impegnati nei vari congressucoli per scegliere il nuovo segretario….
Complimenti.
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