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	<title>Il Diario del Volatore </title>
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	<description>Appunti di viaggio tra la Sicilia e il non so</description>
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		<title>A proposito di frane, mafia, alluvioni, territorio, speculazione, politica…</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 09:13:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giadg33</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lumìe di Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni, dopo la tragica alluvione e la frana di Messina, ci sono stati molti commenti, reazioni, molti dati sono stati resi pubblici, molta parte dei retroscena della gestione del territorio in Sicilia è venuta fuori. Di seguito pubblichiamo una sorta di memoriale scritto dalla nostra redazione e da voi lettori. Sono alcune delle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=154&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">In questi giorni, dopo la tragica alluvione e la frana di Messina, ci sono stati molti commenti, reazioni, molti dati sono stati resi pubblici, molta parte dei retroscena della gestione del territorio in Sicilia è venuta fuori. Di seguito pubblichiamo una sorta di memoriale scritto dalla nostra redazione e da voi lettori. Sono alcune delle cose che più ci hanno colpito tra le tante che abbiamo raccontato, anche prima del 2 Ottobre..
</p>
<p style="text-align:justify;">
 </p>
<p style="text-align:justify;">IL PRECEDENTE. SEMPRE MESSINA, 2007. l&#8217;alluvione del mese di ottobre 2007 aveva interessato le stesse zone dell&#8217;evento<img align="right" src="http://giadg33.files.wordpress.com/2009/10/100709_0912_apropositod1.jpg?w=470"> calamitoso di venerdì, pertanto era stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 dicembre 2007 avente ad oggetto la «Dichiarazione dello stato di emergenza in ordine agli eccezionali eventi atmosferici verificatisi nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2007 nel comuni della fascia jonica della provincia di Messina».<br />Il provvedimento era stato reiterato con scadenza 31 dicembre 2008.<br />Il prefetto di Messina aveva insediato un gruppo di lavoro tecnico-istituzionale che aveva prodotto una relazione conclusiva che identificava i siti dove intervenire ed il costo degli interventi. <br />ma aveva rilevato &#8220;la carenza di mezzi ed attrezzature della Protezione Civile&#8221;, che  non ha mezzi, ma ha un organico corposissimo.
</p>
<p style="text-align:justify;">
 </p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;OSPEDALE DI MESSINA. Ad esempio che l&#8217;ospedale &#8220;Piemonte&#8221;, di Messina, dove sono stati ricoverati tutti i feriti è a rischio sismico….eppure gli operatori che lavorano lì continuano a lavorare facendo finta di nulla…. E quanti ospedali sono costruiti in Sicilia con il calcestruzzo depotenziato, come il San Giovanni di Dio di Agrigento?  Anzi, non c&#8217;è ospedale in Sicilia che non sia stato attraversato da inchieste giudiziarie sulle infiltrazioni  di Cosa Nostra: Agrigento, Marsala, Catania, sono solo un esempio. Infine, una curiosità: chi è il custode giudiziario del San Giovanni di Dio, per risolvere l&#8217;emergenza e  capire se e quanto può stare in piedi? Indovinate…Guido Bertolaso.
</p>
<p style="text-align:justify;">
 </p>
<p style="text-align:justify;">I SOLDI, I SOLDI. Sono più di <strong>270 milioni di euro</strong> i fondi versati dall&#8217;<strong><em>Unione</em></strong> <strong><em>europea</em></strong> alla <strong><em>Sicilia</em></strong> per la <strong>prevenzione dei rischi</strong> come quelli avvenuti <strong>a Messina</strong>. La cifra va spalmata in un arco di <strong>13 anni</strong>: per il periodo 2000-2006 sono stati destinati 142,636.475 euro alla &#8216;protezione e consolidamento dei versanti, centri abitati e infrastrutture&#8217;, a cui vanno sommati 40,95 milioni per la &#8216;tutela integrata delle aree costiere&#8217;, mentre per il 2007-2013 sono 120,165 i milioni di euro indirizzati alla &#8216;prevenzione dei rischi&#8217; naturali e tecnologici. A questi ultimi vanno aggiunti i 14,387 milioni per la categoria &#8216;altri provvedimenti intesi a preservare l&#8217;ambiente e a prevenire i rischi&#8217;. <strong>Somme ingenti</strong>, che <strong>spetta alla</strong> <strong>Regione Sicilia decidere come spendere</strong> e su cui la <em>Commissione</em> potrà vedere chiaro <strong>solo tra un anno</strong>, quando avverrà la <strong>valutazione</strong> del periodo 2000-2006.
</p>
<p style="text-align:justify;">
 </p>
<p style="text-align:justify;">FONDO DI SOLIDARIETA&#8217;. L&#8217;Italia non potrà fare appello al <strong><em>Fondo europeo di solidarietà per la catastrofe di Messina</em></strong>, sul modello di quanto avvenuto per l&#8217;Abruzzo. Il danno o la calamità naturale dovrebbe essere pari allo 0,6% del pil nazionale oppure superiore a 3 miliardi di euro oppure colpire il 50% della popolazione della regione, con danni permanenti e irreversibili&#8221;. Ad esempioper l&#8217;eruzione dell&#8217;Etna del 2003 la Sicilia ricevette dalla Ue 16,8 milioni di euro.
</p>
<p style="text-align:justify;">
 </p>
<p style="text-align:justify;">IL PONTE E I TRENI.  Si parla tanto del Ponte sullo Stretto, ma non di quello che avviene mentre si discute del Ponte. Avviene ad esempio che Ferrovie dello Stato nel nuovo piano di produzione, prevede  la cancellazione di Trenitalia dalla Sicilia (eliminano 8 coppie di treni a lunga percorrenza, 16 intercity ed espressi, chiudono le officine di  di Messina, Siracusa, Palermo, la sala operativa di Palermo e di tutti gli uffici collegati, sopprimono le navi che traghettano i treni nello stretto di Messina…
</p>
<p style="text-align:justify;">
 </p>
<p style="text-align:justify;">LE STRADE. Lo scorso 29 maggio, per uno smottamento del terreno è  crollata la Caltanissetta-Gela. Nel giro di una settimana ha prima ceduto un pilastro creando uno scalone di 40 centimetri e poi è venuta giù per 90 metri tutta la navata. Era stata inaugurata nel 2006, dopo 30 anni di lavori.  Il crollo ha fatto &#8220;solo&#8221; due feriti nel primo cedimento. Fosse venuto giù all&#8217;improvviso quei feriti sarebbero morti.
</p>
<p style="text-align:justify;">EOLICO.  Non dimentichiamoci che da noi pure l&#8217;energia pulita è in mano la mafia. Questo il link di uno dei nostri articoli, così vi rinfrescate la memoria:
</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.a.marsala.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3566:la-mafia-delleolico-otto-arresti-in-provincia&amp;catid=42:antimafia&amp;Itemid=169">http://www.a.marsala.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3566:la-mafia-delleolico-otto-arresti-in-provincia&amp;catid=42:antimafia&amp;Itemid=169</a>
	</p>
<p style="text-align:justify;">
 </p>
<p style="text-align:justify;">I CONDONI. Fu il primo governo Berlusconi a fare il maxi condono. Nel 1994, ai tempi del Governo Berlusconi, ci fu in Italia un massiccio condono edilizio: la Sicilia fu al terzo posto nella classifica della regioni, 170 mila versamenti, 400 mila miliardi per sanare l&#8217; illegalità. C&#8217; è tutta una tradizione sulla speculazione edilizia in Sicilia: nella notte tra il 26 e il 27 febbraio 1973 il Consiglio comunale di Palermo approvò in venti minuti 2.730 varianti al Piano regolatore. In tutta Italia, stando alle stime elaborate da Legambiente e dall&#8217;Istituto di ricerca Cresme, nel quinquennio 1994-1998, (cioè <strong>dopo il condono approvato dal Governo Berlusconi-Radice), sono state realizzate 232.000 nuove case abusive</strong>, per una superficie complessiva di 32,5 milioni di metri quadrati e un valore immobiliare di 29 mila miliardi di lire.<br /><strong>L&#8217;evasione fiscale corrispondente ammonta a 6.700 miliardi di lire</strong>.<br />Il 76,3% delle costruzioni illegali è concentrato nelle regioni meridionali e nelle isole (al Nord la percentuale scende al 14%, mentre al Centro è al 9,7%).<br />In particolare, il fenomeno è significativo in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, dove insiste quasi il 60% del totale nazionale delle costruzioni illegali. <br />Ciò dimostra che <strong>la mappa del fenomeno-abusivismo ricalca abbastanza fedelmente quella del radicamento delle organizzazioni criminali e mafiose sul territorio nazionale. </strong>
	</p>
<p style="text-align:justify;">
 </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>IN CONTINENTE. I lavori di ammodernamento della Salerno – Reggio Calabria furono avviati nel 1990 dal presidente del Consiglio Craxi. L&#8217;autostrada, da allora, è costata 17 volte di più rispetto allo stanziamento iniziale. L&#8217;A3 ha fatto diverse vittime, tra cui gli automobilisti travolti dal fango della strage di Altilia (gennaio 2009) I lavori hanno arricchito le &#8216;ndrine e i casalesi.  Anas ed Impregilo, che non sono stati capaci di completare un&#8217;autostrada in vent&#8217;anni, faranno il Ponte entro il 2016? Nel frattempo la &#8220;Stretto di Messina&#8221; continua a sprecare denaro pubblico.<br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
 </p>
<p style="text-align:justify;">IL PIANO CASA SICILIANO. Per singolare coincidenza, il piano casa della Regione Siciliana doveva essere discusso all&#8217;Ars proprio questa settimana. Il fatto stesso che il Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo lo abbia ritirato, per modificarlo alla luce della strage di Messina, è un&#8217;ammissione di responsabilità politica del Governo sulla cattiva gestione del territorio nell&#8217;isola.
</p>
<p>IL NUBIFRAGIO A TRAPANI: 80 milioni di euro di danni. La Protezione Civile regionale ha quantificato i danni del nubifragio dello scorso 16 settembre a Trapani.  Il maltempo ha determinato danni per 80 milioni di euro. Di questi 60 milioni nella sola città di Trapani. Poi c&#8217;è Alcamo con 5 milioni e 500 mila euro di danni. A seguire Favignana con 3 milioni e 100 mila euro, Erice con 2 milioni, Valderice con un milione e mezzo e Salemi con 500 mila euro.
</p>
<p>QUALCHE LINK. <a href="http://legislature.camera.it/_dati/leg09/lavori/stampati/pdf/08330005.pdf" target="_blank"><em>Il primo condono edilizio del 1985</em></a><em>  , Bettino Craxi<br />
</em></p>
<p><a href="http://www.italgiure.giustizia.it/nir/lexs/1994/lexs_331045.html" target="_blank"><em>Il condono edilizio del 1994</em></a><em> di Silvio Berlusconi.</em>
	</p>
<p><a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/03326l1.htm" target="_blank"><em>Il condono edilizio del 2003</em></a><em> sempre a firma di Silvio Berlusconi.</em>
	</p>
<p><a href="http://www.comune.messina.it/edilizia/allegati/delibera_Giunta_916_del_19-12-2008_su_snellimento_condono.pdf" target="_blank"><em>Normativa comunale per l&#8217;applicazione delle sanotorie sugli abusi edilizi</em></a><em> del Comune di Messina di Giuseppe Buzzanca (sindaco di Messina).</em>
	</p>
<p>
 </p>
<p>Infine, un proverbio indiano: <em>&#8220;Abbiamo la Terra non in eredità dai genitori, ma in affitto dai figli&#8221;.</em>
	</p>
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		<title>Quando arriva Bertolaso…</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 15:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giadg33</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando arriva Bertolaso tutto conquista forma, le cose hanno un nome, e ogni disgrazia si manifesta, finalmente, con il suo corredo di parole d&#8217;ordine (&#8220;fronteggiare l&#8217;emergenza&#8221;, &#8220;assistere gli sfollati&#8221;) e buone intenzioni. Quando arriva Bertolaso tutti sono più tranquilli, perché è arrivato Bertolaso. Con il suo completo coordinato, con lo scudetto tricolore che fa tanto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=152&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Quando arriva Bertolaso tutto conquista forma, le cose hanno un nome, e ogni disgrazia si manifesta, finalmente, con il suo corredo di parole d&#8217;ordine (&#8220;fronteggiare l&#8217;emergenza&#8221;, &#8220;assistere gli sfollati&#8221;) e buone intenzioni.
</p>
<p style="text-align:justify;">Quando arriva Bertolaso tutti sono più tranquilli, perché è arrivato Bertolaso. Con il suo completo coordinato, con lo scudetto tricolore che fa tanto Italia solidale, i capelli  mai in disordine, l&#8217;espressione sempre tranquilla. Non c&#8217;è uno scandalo su Bertolaso, una escort intrufolata nella sua brandina, un tangente, un qualcosa, nulla.
</p>
<p><img align="left" src="http://giadg33.files.wordpress.com/2009/10/100409_1513_quandoarriv1.jpg?w=470">Bertolaso arriva sempre con l&#8217;elicottero.
</p>
<p style="text-align:justify;">Quando arriva Bertolaso vuol dire che qualcuno si è fatto male per davvero.
</p>
<p>Quando arriva Bertolaso si contano i morti.
</p>
<p style="text-align:justify;">Ma perché arriva sempre e solo Bertolaso?  Non ha un vice, Bertolaso? Un uomo di fiducia? Come funziona la Protezione Civile? Neanche il Papa è cosi onnipresente come Bertolaso. Pensandoci bene, il Papa stesso è il vicario di Cristo. Invece Bertolaso è uno e tutto.
</p>
<p>Bertolaso è una specie di uomo della pioggia.
</p>
<p>Fa un lavoro tranquillo Bertolaso. Ha il senno del poi. Non ha bisogno di un ufficio vero e proprio. Constata, conta, provvede. Annulla vincoli e burocrazia.  Ripara, rialza, salva. Ammonisce, ricostruisce, consegna. Ringrazia. E se ne va.
</p>
<p style="text-align:justify;">A quante persone dà lavoro Bertolaso? Ai giornalisti che lo seguono, ai tecnici che lo inquadrano, a quelli che raccolgono i fondi, a quelli che danno i pasti, a quelli che vendono tende, a quelli che spalano fango, a quelli che votano lo stato di emergenza, a quelli che decretano le calamità, a quelli che gestiscono la ricostruzione, a quelli che fanno le inaugurazioni delle casette, a quelli che vendono gli elettrodomestici da mettere dentro le casette. E&#8217; buona parte del nostro Pil, Bertolaso.
</p>
<p>Quando arriva Bertolaso arrivano i nostri.
</p>
<p>Quando arriva Bertolaso, i paesi, o quel che ne rimane di loro, diventano famosi. L&#8217;Italia si arricchisce di nuovi nomi. E tutti quando guardiamo Bertolaso  pensiamo alla nostra maestra, alle geografia, e a quella mappa della nostra penisola appesa a muro, in classe, e mai imparata abbastanza.  Ieri Sarno, Onna, oggi Briga. Dov&#8217;è Briga? Oggi lo sappiamo. Grazie a Bertolaso.
</p>
<p>Sono in tanti che vorrebbero avere una foto con Bertolaso. Solo che si vergognano a chiederlo.
</p>
<p>Chissà dove ha casa, Bertolaso.  Da qualche parte dovrà pure abitare, quando non ha addosso la polo di supereroe della Protezione Civile. Magari Bertolaso vive proprio in un comune a rischio di dissesto idrogeologico. Non è difficile: sono in questa condizione il 70% dei comuni italiani.
</p>
<p>Quando arriva Bertolaso tutto comincia a funzionare, e anche velocemente. Ha sempre fretta, Bertolaso. Anche perché ha un sacco di cose da fare, e se dovesse andare dappertutto, pover&#8217;uomo, non potrebbe fermarsi un attimo. ln Italia tra il 1991 e il 2001 ci sono stati 13.000 eventi di dissesto idrogeologico.
</p>
<p>Quando arriva Bertolaso, il giorno dopo arriva quasi sempre Berlusconi.
</p>
<p>Quando arriva Bertolaso, Berlusconi è sereno. Perché a tutto ci pensa Bertolaso. E poi, a cose fatte, Bertolaso si siede alla destra del padre e gli lascia la scena. E&#8217; umile, Bertolaso.
</p>
<p>Quando arriva Bertolaso, Berlusconi già sa cosa fare per il suo prossimo compleanno.
</p>
<p>Nei luoghi dove arriva Bertolaso si blocca il pagamento delle tasse. La cosa, per chi le tasse non le paga, non è affatto una novità.
</p>
<p>Gli anziani sanno che quando vedono Bertolaso in tivù, vuol dire che è successo qualcosa. Anche noi, a tavola, quando vediamo apparire Bertolaso, sospendiamo la masticazione, tratteniamo il respiro. Le mamme fanno una rassegna mentale rapida di parenti  o amici da chiamare.
</p>
<p>Quando arriva Bertolaso, i calciatori sanno che la domenica andranno in campo un minuto di silenzio dopo.
</p>
<p>Le star della tivù, quando vedono Bertolaso, sanno che tra qualche settimana ci sarà una partita di pallone da organizzare, da qualche parte.
</p>
<p>Quando arriva Bertolaso, Vespa mette da parte l&#8217;ultimo plastico. E si prepara ad una prima serata.
</p>
<p>Molti bambini dicono: &#8220;Io da grande voglio fare Bertolaso&#8221;.
</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo che arriva Bertolaso arrivano gli altri. Ognuno di loro sa i nomi dei colpevoli, ma esclude elegantemente dall&#8217;elenco il proprio. Tutti a lamentarsi, il ministro dell&#8217;ambiente Prestigiacomo in testa (a proposito: che colpo di fortuna, una disgrazia in casa!)  della &#8220;mancata difesa del territorio&#8221;, come se la colpa fosse di altri, come se il loro partito in Sicilia non fosse una specie di partito unico, che assorbe consensi in maniera sudamericana, e fa quel che vuole. Sempre.  Consumano territorio senza costruire, hanno inventato una declinazione del termine &#8220;urbanizzazione&#8221; che fa rima con aggressione. Sono riusciti a fare dell&#8217;Italia un Paese dove avviene in media uno smottamento ogni 45 minuti: dal 1918 ad oggi si sono riscontrate oltre 15.000 frane.
</p>
<p>Forse è per questo che Bertolaso arriva sempre dopo.
</p>
<p>Ma perché Bertolaso arriva sempre dopo? Dovrebbe arrivare prima, Bertolaso. Non è questione di magia. E&#8217; questione di prudenza, di responsabilità.
</p>
<p>Perché noi sappiamo. Sappiamo che un territorio violentato è un territorio che prima o poi vomita fango. Sappiamo che ciò che è costruito  in pendenza prima o poi scivola.
</p>
<p>Perché non c&#8217;è un Bertolaso che arriva prima? E dice le cose come stanno. Dice che è unico filo quello che lega i consigli comunali (come quello di Marsala) che approvano piani di lottizzazione in maniera dissennata, e certe catastrofi.  Dice che la natura si rispetta non solo per una questione di bellezza, ma per un&#8217;altra, più pratica, questione di salvezza. Dice che le frane altro non sono che una manifestazione della legge di gravità, e su questa non c&#8217;è scudo che tenga. Dice che  tutti i Sindaci eletti in Sicilia – tutti – hanno un comitato di abusivi che li sostiene &#8211; un gruppo di amici palazzinari da aiutare &#8211; che c&#8217;è sempre un disegno di legge che si vuole fare passare in assemblea regionale, e parla di riordino delle coste per dire &#8220;condoniamo la violenza&#8221;. Sanno dire solo &#8220;mai più&#8221; davanti alle telecamere. Lo urlano forte, per fare scena, ma pensano già alle eccezioni. Perché vivono di eccezioni. E tanto, a morire, sono sempre i poveri.
</p>
<p>Perché non c&#8217;è un Bertolaso che dice che è un unico filo quello che lega gli intrecci le connivenze della mafia  alle opere pubbliche che cadono perché sono fatte di cemento finto? Come il San Giovanni di Dio, ad Agrigento: 20 anni per costruirlo, 38 milioni di euro spesi, struttura evacuata per metà dopo l&#8217;inaugurazione.
</p>
<p>Perché non c&#8217;è stato un Bertolaso due anni fa, a Giampilieri? Stessi luoghi, stesse scene, una violenza ridotta in scala. Quella montagna doveva essere messa in sicurezza da allora, ma i lavori del Comune di Messina erano bloccati, per mancanza di fondi.
</p>
<p> Perché non c&#8217;è stato un Bertolaso a Sarno quando tutto avrebbe potuto essere fermato? Perché non c&#8217;è un Bertolaso che conta i morti quando sono ancora vivi?
</p>
<p>Quando arriva Bertolaso vuol dire che è successo qualcosa di grave. Ed è già tardi.
</p>
<p>E allora, cosa protegge Bertolaso?
</p>
<p>
 </p>
<p><span style="color:#404140;font-family:Georgia;font-size:7pt;"><br />
		</span> </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giadg33.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giadg33.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giadg33.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giadg33.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giadg33.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giadg33.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giadg33.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giadg33.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giadg33.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giadg33.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giadg33.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giadg33.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giadg33.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giadg33.wordpress.com/152/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=152&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Scrive Giuseppe, sui condoni vecchi e nuovi ….</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 08:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giadg33</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere al Direttore]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Direttore, qualche anno fa, quando anni fa la Giunta guidata da Eugenio Galfano, o da Leo Giacalone…, decise di fare un condono fiscale per le famiglie meno abbienti della città che erano indietro con i pagamenti delle tasse e delle imposte come l&#8217;acqua e i rifiuti, lei lanciò uno dei suoi strali in difesa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=150&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Direttore,
</p>
<p>qualche anno fa, quando anni fa la Giunta guidata da Eugenio Galfano, o da Leo Giacalone…, decise di fare un condono fiscale per le famiglie meno abbienti della città che erano indietro con i pagamenti delle tasse e delle imposte come l&#8217;acqua  e i rifiuti, lei lanciò uno dei suoi strali in difesa della legalità, contro i condoni, etc. Mi meraviglia che ora non dica nulla sul condono delle multe che sta preparando l&#8217;Amministrazione Carini. Non è ben più grave? Quello era un tentativo di venire incontro a gente misera, di quest&#8217;ultimo condono invece mi meraviglia il fatto che serva solo a fare cassa. Avrà anche lei qualche multa non pagata nel cassetto?
</p>
<p>Giuseppe M.
</p>
<p>
 </p>
<p><img align="left" src="http://giadg33.files.wordpress.com/2009/10/100209_0840_scrivegiuse1.jpg?w=470">Gentile corrispondente,
</p>
<p>anni fa, quando la precedente Giunta varò, credo nel 2004, quell&#8217;ipotesi di condono per le imposte comunali non pagate,  mi lamentai molto: perché il condono volta le spalle alla legalità, è un insulto ai cittadini onesti, mi faceva rabbia che venisse da una giunta di centrosinistra una manovra di questo tipo. Né valeva la scusante del fatto che si andava incontro alle famiglie povere che non potevano pagare l&#8217;acqua: i poveri, purtroppo,  in questa terra sbilanciata, rimangono sempre i poveri, se non hanno i soldi per pagare l&#8217;acqua, non ne hanno neanche la metà. La politica non deve risolvere le disuguaglianze con i condoni, anche perché, di queste misure, si approfittano sempre le persone più ricche.
</p>
<p>La rabbia allora nasceva da una considerazione, piccola e grande. E cioè che quello era il segnale di una mutazione nella cultura politica: da questo piccolo episodio si poteva vedere come il &#8220;fare cassa&#8221; stesse per diventare l&#8217;imperativo di ogni ente pubblico, sola legge morale che su tutte sovrasta.
</p>
<p>E così è stato. Oggi non parlo più perché, purtroppo, il condono è stato istituzionalizzato, in ogni forma e contesto. Anzi, sembra che più tardi paghi, meno paghi. I miei genitori mi hanno insegnato il contrario: i debiti vanno pagati subito. A quanto pare non  è così.
</p>
<p>Carini e la sua giunta ragionano d&#8217;istinto. Sanno che devono fare cassa come possono. E si adeguano con piacere. E&#8217; sempre la filosofia dell&#8217;amministratore di condominio: se qualche condomino ha le rette arretrate mi contento che ne paghi una parte subito, anziché tutto chissà quando. Il resto non importa. Si vendono gli immobili, si chiude un occhio sugli arretrati, si concedono licenze e lottizzazioni sempre più numerose. Tutto, perché si faccia cassa. E al diavolo la politica.
</p>
<p>Il provvedimento sullo scudo fiscale approvato dal Governo è il vertice della piramide, che da solo giustifica, politicamente e culturalmente tutto il resto. Vengono cancellati i peggiori reati tributari e societari, è cancellato il falso in bilancio e le false scritture private. Per legalizzare i capitali esportati si dovrà pagare la modica cifra del 5 per cento del loro ammontare, mentre le tasse evase e le sanzioni conseguenti porterebbero a superare il 50 per cento della somma evasa.
</p>
<p>Grande protezione per gli evasori e totale irrisione per i cittadini onesti. E&#8217; questo lo Stato che stanno disegnando.
</p>
<p>Grazie dell&#8217;attenzione, e continui a seguirci.
</p>
<p>
 </p>
<p style="text-align:justify;">P.S. A proposito, forse non tutti sanno che l&#8217;opposizione parlamentare avrebbe potuto bloccare il provvedimento di scudo fiscale del governo. Al momento del voto sulle eccezioni di costituzionalità la maggioranza era presente in Aula con 267 deputati mentre l&#8217;opposizione avrebbe potuto contare su 280 voti, se solo 70 di questi non fossero risultati assenti. Dov&#8217;erano gli assenti del Pd? Impegnati nei vari congressucoli per scegliere il nuovo segretario….
</p>
<p style="text-align:justify;">Complimenti.
</p>
<p>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giadg33.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giadg33.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giadg33.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giadg33.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giadg33.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giadg33.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giadg33.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giadg33.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giadg33.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giadg33.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giadg33.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giadg33.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giadg33.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giadg33.wordpress.com/150/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=150&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Provocazioni?</title>
		<link>http://giadg33.wordpress.com/2009/09/28/provocazioni/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 10:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giadg33</dc:creator>
				<category><![CDATA[1]]></category>

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		<description><![CDATA[Provocazioni? &#8220;Un Nobel a Silvio&#8221; Shared via AddThis<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=148&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://video.unita.it/">Provocazioni? &#8220;Un Nobel a Silvio&#8221;</a></p>
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			<media:title type="html">Il Volatore</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Ok, l’informazione libera non esiste. Ma almeno portateci un po’ di rispetto.</title>
		<link>http://giadg33.wordpress.com/2009/09/23/ok-l%e2%80%99informazione-libera-non-esiste-ma-almeno-portateci-un-po%e2%80%99-di-rispetto/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 09:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giadg33</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[  Il mondo va all&#8217;incontrario. Lo cantava Paolo Rossi, qualche fa. Era un sogno, il suo, di una Milano dove ad un certo punto &#8220;erano i piccioni a fotografare i giapponesi&#8221;, e via dicendo.Allo stesso modo, sabato 3 Ottobre a Roma, scendono in piazza i giornali. Che uno si aspetterebbe in edicola, o on line, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=147&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
 </p>
<p style="text-align:justify;"><img align="left" src="http://giadg33.files.wordpress.com/2009/09/092309_0949_oklinformaz1.jpg?w=470"><span style="font-size:16pt;">Il mondo va all&#8217;incontrario. Lo cantava Paolo Rossi, qualche fa. Era un sogno, il suo, di una Milano dove ad un certo punto &#8220;erano i piccioni a fotografare i giapponesi&#8221;, e via dicendo.<br />Allo stesso modo, sabato 3 Ottobre a Roma, scendono in piazza i giornali. Che uno si aspetterebbe in edicola, o on line, o via etere. E invece se li trova per strada. Si materializzano con i volti e le gambe di cento, mille, cronisti per lanciare un grido d&#8217;allarme sulla libertà di informazione nel nostro Paese.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Non siamo in dittatura. Ma ne viviamo per certi aspetti la sostanza. E&#8217; per questo che nasce la manifestazione di sabato 3 Ottobre.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">L&#8217;errore di prospettiva che si fa – nel dibattito in corso sulla libertà di informazione &#8211; è di guardare tutto nell&#8217;ottica dello scontro in atto tra il gruppo de La Repubblica e il Presidente del Consiglio. Uno scontro durissimo, che in sé nasconde tutte le ambiguità del potere quando non può o non sa rispondere a domande troppo difficili.<br />
		</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Ma tutta la vicenda nata dal caso Noemi è solo il vertice del problema.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Repubblica può scrivere ogni giorno quello che vuole, e non rischia di chiudere. Ma ci sono centinaia di testate grandi e piccole in Italia, che rappresentano l&#8217;informazione quotidiana, locale, prossima, che invece sono davvero in difficoltà. E proprio per questo non sono libere.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Per un rapporto malato con il potere politico, per cui non esistono testate che non ricevano contributi pubblici. Per le querele che si ricevono un giorno si e un giorno no (e anche se si vincono, le cause, alle redazioni costano: tensione, tempo, denaro). Per la mancanza di forze, di strumenti di sviluppo, risorse, assorbite totalmente dai grandi gruppi (e tra questi con una posizione stradominante c&#8217;è gruppo del Presidente del Consiglio, e non per principi di libero mercato).<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Sono mille i motivi per cui la stampa in Italia non è davvero pienamente libera. Santoro continua a fare il suo programma, perché su di lui i riflettori sono comunque accesi. Ma a Report hanno levato la copertura legale, come a Travaglio.  E per un Saviano che vende milioni di copie ci sono tanti altri cronisti, narratori, testimoni che non sono messi nelle condizioni di parlare.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">&#8220;Il fatto&#8221; il nuovo giornale di Padellaro in tutta la Sicilia esce solamente a Palermo e a Catania. Perché, per il resto dell&#8217;isola (circa 4 milioni di persone, me compreso) non ce la fa con la distribuzione.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Il giornalista che è nostro punto di riferimento per tutto ciò che riguarda le inchieste sulla mafia nel territorio, Rino Giacalone, domani deve comparire davanti al Tribunale perché il Sindaco di Trapani gli ha chiesto 50.000 euro di risarcimento per un suo articolo.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Potrei continuare. Berlusconi non è solo la punta (e gran parte del tronco) dell&#8217;iceberg. E&#8217; il tappo del sistema, il modello che tutti prendono per riferimento.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Se il Presidente del Consiglio si sente legittimato a chiedere i danni a chi gli porge delle domande, l&#8217;ultimo dei peones si sentirà autorizzato (e magari penserà anche di essere ganzo) a fare altrettanto. Parli male di me? E io ti porto in Tribunale. Mi chiedi cose che non so? E io ti denuncio.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Davvero, fare informazione diventa una battaglia di resistenza.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Tante volte  incontro politici, imprenditori, potenti, che mi guardano dall&#8217;alto verso il basso e sembrano dirmi: &#8220;Tanto non puoi fermarmi&#8221;.  Lo so, lo sappiamo.  Ma anche se non possiamo fermarvi, possiamo mostrare a tutti quello che fate. Siete troppo forti. Il mondo è vostro.  Ma quello che noi ci limitiamo a fare è mostrarvi al mondo, segnarvi con la vernice. Marchiarvi. Non farvi nascondere. Mostrare al mondo quello che siete. Così che nessuno possa dire che non sapeva, che non ha visto.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Questo è il nostro compito. Per questo ha un senso la manifestazione del 3 Ottobre. Per ribadire una missione, difendere un ruolo. <br />Per dire che magari, si, l&#8217;informazione libera non esiste. Ma, almeno, esigiamo un po&#8217; di rispetto.<br />
</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giadg33.wordpress.com/147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giadg33.wordpress.com/147/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giadg33.wordpress.com/147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giadg33.wordpress.com/147/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giadg33.wordpress.com/147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giadg33.wordpress.com/147/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giadg33.wordpress.com/147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giadg33.wordpress.com/147/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giadg33.wordpress.com/147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giadg33.wordpress.com/147/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giadg33.wordpress.com/147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giadg33.wordpress.com/147/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giadg33.wordpress.com/147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giadg33.wordpress.com/147/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=147&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>

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	</item>
		<item>
		<title>Ritorna “Il Volatore di Rmc 101”. Tra le novità, un indizio al giorno alla ricerca di Matteo Messina Denaro</title>
		<link>http://giadg33.wordpress.com/2009/09/18/ritorna-%e2%80%9cil-volatore-di-rmc-101%e2%80%9d-tra-le-novita-un-indizio-al-giorno-alla-ricerca-di-matteo-messina-denaro/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 17:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giadg33</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna per il nono anno &#8220;Il Volatore di Rmc 101&#8243; , lo spazio dedicato all&#8217;approfondimento, alle interviste e alle inchieste, a cura della redazione di Rmc 101 e www.marsala.it e condotto dal Direttore della testata, Giacomo Di Girolamo. Immutata la squadra: Jana Cardinale in redazione, con Antonella Genna, Pamela Giampino, Carlo Rallo. Regia e assistenza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=144&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img align="right" src="http://giadg33.files.wordpress.com/2009/09/091809_1756_ritornailvo1.jpg?w=470">Torna per il nono anno &#8220;Il Volatore di Rmc 101&#8243; , lo spazio dedicato all&#8217;approfondimento, alle interviste e alle inchieste, a cura della redazione di Rmc 101 e <a href="http://www.marsala.it">www.marsala.it</a> e condotto dal Direttore della testata, Giacomo Di Girolamo.
</p>
<p style="text-align:justify;">Immutata la squadra: Jana Cardinale in redazione, con Antonella Genna, Pamela Giampino, Carlo Rallo. Regia e assistenza tecnica di Ninny Bornice. Sergio Oliva nella parte dell&#8217;&#8221;inserto a colori&#8221;.
</p>
<p style="text-align:justify;">Quest&#8217;anno – a grande richiesta del pubblico – &#8220;Il Volatore di Rmc 101&#8243;, dura mezz&#8217;ora in più, dando appuntamento agli affezionati ascoltatori ogni lunedì, mercoledì, venerdì dalle 13,00 alle 14 e 30.
</p>
<p style="text-align:justify;">Come sempre, al centro del programma ci saranno i fatti grandi e piccoli della cronaca locale, i pochi buoni esempi e le tante magre figure della classe politica, le inchieste sugli sprechi, le denunce dei cittadini, la grande attenzione alla lotta alla mafia e ai fattori di ostacolo per lo sviluppo del territorio.
</p>
<p style="text-align:justify;">Sarà sempre maggiore l&#8217;interazione con il portale <a href="http://www.marsala.it">www.marsala.it</a> , mentre gli ascoltatori potranno costruire la scaletta in diretta con la redazione.
</p>
<p style="text-align:justify;">Oltre ai fatti locali, Il Volatore ospita anche le testimonianze dei protagonisti della cultura italiana, che presentano in anteprima i loro libri e album nello spazio finale del programma, prima del tradizionale, e velenoso, &#8220;Colpo di coda&#8221; finale.
</p>
<p style="text-align:justify;">Diverse finestre saranno aperte sui tg nazionali e sui principali siti, per seguire la cronaca minuto per minuto, ma non mancherà la rassegna stampa delle testate locali.
</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;"><strong>E poi una chicca,</strong></span> una nuova rubrica: &#8220;Dove sei Matteo? Un indizio al giorno alla ricerca <strong>&#8220;</strong><em>di Matteo Messina Denaro. Spiega Giacomo Di Girolamo: &#8221; </em>In ogni puntata del Volatore ad un certo momento daremo un elemento utile sulla latitanza del boss della mafia trapanese Matteo Messina Denaro. Come nel nostro stile, siamo a metà tra l&#8217;informazione e la provocazione, tra la satira e l&#8217;inchiesta. Se è vero che le cose più complicate sono in realtà la somma di problemi più semplici, allora dare in ogni puntata un indizio &#8211; all&#8217;apparenza anche scontato – sulla vita del boss mafioso numero uno in Provincia di Trapani può essere utile alla sua cattura&#8221;.
</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;"><strong>Con Il Volatore, </strong></span>dal 21 Settembre riparte la nuova stagione dell&#8217;informazione su Rmc 101. Lo sforzo, enorme, dell&#8217;emittente radiofonica più ascoltata in provincia di Trapani, è quello di dare ancora più servizi agli ascoltatori, scegliendo la via di un intrattenimento intelligente, che informi su quanto accade a Marsala e in Provincia di Trapani, con 13 edizioni al giorno del notiziario, condotte da Jana Cardinale, le interviste ai protagonisti in &#8220;Tre minuti con&#8221;, le rassegne stampa, le interviste e finestre informative non stop, edizioni speciali per il fine settimana.
</p>
<p>  </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giadg33.wordpress.com/144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giadg33.wordpress.com/144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giadg33.wordpress.com/144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giadg33.wordpress.com/144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giadg33.wordpress.com/144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giadg33.wordpress.com/144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giadg33.wordpress.com/144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giadg33.wordpress.com/144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giadg33.wordpress.com/144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giadg33.wordpress.com/144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giadg33.wordpress.com/144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giadg33.wordpress.com/144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giadg33.wordpress.com/144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giadg33.wordpress.com/144/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=144&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Boris Pahor, Necropoli</title>
		<link>http://giadg33.wordpress.com/2009/08/25/boris-pahor-necropoli/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giadg33</dc:creator>
				<category><![CDATA[La rotta dei naviganti]]></category>

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		<description><![CDATA[Esistono due tipologie di negazionisti. I primi sono ormai – ahi noi – celebri: negano l&#8217;Olocausto e la Shoah da parte della Germania nazista guidata da Hitler. Poi ci sono i negazionisti più diffusi. E in mezzo ci siamo tanti di noi. Sono quelli che negano o dimenticano alcuni aspetti fondamentali della storia, e di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=142&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono due tipologie di negazionisti.
</p>
<p>I primi sono ormai – ahi noi – celebri: negano l&#8217;Olocausto e la Shoah da parte della Germania nazista guidata da Hitler.
</p>
<p>Poi ci sono i negazionisti più diffusi. E in mezzo ci siamo tanti di noi. Sono quelli che negano  o dimenticano alcuni aspetti fondamentali della storia, e di ogni storia. Sono i celebratori delle gesta di eserciti e generali che dimenticano che nell&#8217;orrore, come nella gloria, ci sono tanti piccoli uomini che con i loro sussulti di dignità hanno contribuito in maniera decisiva a cambiare il corso delle cose.
</p>
<p>Per tutte e due le categorie non c&#8217;è lettura più indicata di &#8220;Necropoli&#8221; di Boris Pahor.  Il suo viaggio nella prigionia in un campo della morte, nel &#8220;mondo crematorio&#8221; delle camice zebrate. Tra la vita e il nulla. Il suo memoriale della &#8220;nebbia stagnante&#8221; .
</p>
<p>Ci sono tantissimi personaggi, nelle memorie di Pahor. Tantissimi eroi, che cercano di &#8220;spezzare il cerchio magico dell&#8217;impotenza e del lento spegni<img align="right" src="http://giadg33.files.wordpress.com/2009/08/082509_1246_borispahorn1.jpg?w=470">mento&#8221;. Su tutti, rimangono impressi quei &#8220;capacissimi tecnici in casacca zebrata&#8221;, ingegneri reclusi nei campi di sterminio,   che si stavano occupando dei missili tedeschi per bombardare l&#8217;Inghilterra.  Erano, insomma, meccanici destinati dalle SS alla costruzione di armi mortali.  La storia l&#8217;hanno fatta loro. Come? &#8220;Si diceva  che avessero immesso dell&#8217;urina nelle sottili tubature: i missili, che erano stati portati in Francia e collocati nelle rampa di lancio si erano rifiutati di partire. Un&#8217;altra volta le tubature erano state intasate con la carta&#8221;. Riescono a sabotare un treno intero di missili. &#8220;I meccanici erano stati impiccati – conclude Pahor – quindici, ad un rotaia innalzata di traverso in mezzo ad una galleria&#8221;.
</p>
<p>Storia di piccoli eroi, è &#8220;Necropoli&#8221;, storia di morte, con episodi brutali (la fame, la spersonalizzazione, il cannibalismo, la schiuma blu che esce dalla bocca delle vittime della camere a gas) trattati sempre e comunque con limpida visione, lucida analisi.  Con una grande amarezza: alle nuove generazioni, quelle che potevano cambiare il corso delle cose, manca il sentimento del tempo.
</p>
<p>Nel campo si scopre quanto siano astratti il valore della civiltà e quello della cortesia. Per l&#8217;umanità il giudizio di Pahor è senza appello: &#8220;Anna Frank dice che, nonostante tutto, non ha mai smesso di credere che l&#8217;uomo è fondamentalmente buono. Bene, sono d&#8217;accordo: il problema è di sapere quando la società sarà organizzata in modo tale che sia la bontà, e non la corruzione o il sadismo, a prevalere&#8221;.
</p>
<p>Sadismo. Non c&#8217;è parola migliore per definire quanto avviene oggi alle porte d&#8217;Italia, la strage continua dei migranti in mare, da parte di un Paese, il nostro,  fondamentalmente buono ma dov&#8217;è proprio il sadismo, e non certo la bontà, a prevalere.
</p>
<p>Se c&#8217;è da accostarla a qualcosa, &#8220;Necropoli&#8221; sta all&#8217;Olocausto come &#8220;Gomorra&#8221; sta alle mafie. Un reportage imbastito di episodi e di ricordi, con la speranza (forse vana) che nessuno dimentichi. Un guardare dentro la morte: &#8220;Il dottor Blaha racconta che a Dachau pelli umane stavano appese come biancheria stesa ad asciugare. Venivano usate per produrre un cuoio fine adatto a calzoni da cavallerizzo, a cartelle, a ciabatte, alla rilegatura dei libri&#8221;.
</p>
<p>In uno scenario in qui &#8220;la morte metteva in scena la propria vendemmia in tutte e quattro le stagioni&#8221;, alcune immagini rimangono impresse, urlano di una rabbia antica come il mondo: come la gradinata nella cava di Mauthasen. &#8220;Centottantasei gradini. Dieci pianerottoli. I corpi zebrati dovevano inerpicarsi sei volte al giorno fino alla cima, con una pesante pietra sulle spalle&#8221;. Lungo lo stretto sentiero, sull&#8217;orlo di un precipizio, &#8220;stava un kapò che buttava giù con uno spintone chi a suo giudizio aveva una pietra troppo piccola sulle spalle&#8221;. Sembra un girone infernale: &#8220;Quando alle guardie saltava il ghiribizzo, respingevano indietro, dalla cima della gradinata, quelli che si erano trascinati ansimando sin lassù, facendoli rovinare su chi stava sopravvenendo&#8221;.
</p>
<p>  </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giadg33.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giadg33.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giadg33.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giadg33.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giadg33.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giadg33.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giadg33.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giadg33.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giadg33.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giadg33.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giadg33.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giadg33.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giadg33.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giadg33.wordpress.com/142/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=142&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Numeri</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 09:57:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giadg33</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Su novanta, sei. Oppure su settantotto, cinque. I due principali fatti di cronaca di questo fine settimana non sono altro che combinazioni di numeri. E sanciscono il definitivo dominio della sorte sulla logica, sulla ragione, sulla vita. Sospesi tra miracolo e tragedia, viviamo trame da fiction: l&#8217;Italia è un paese ispirato a fatti realmente accaduti. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=140&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Su novanta, sei. Oppure su settantotto, cinque. I due principali fatti di cronaca di questo fine settimana non sono altro che combinazioni di numeri. E sanciscono il definitivo dominio della sorte sulla logica, sulla ragione, sulla vita.  Sospesi tra miracolo e tragedia, viviamo trame da fiction: l&#8217;Italia è un paese ispirato a fatti realmente accaduti.
</p>
<p style="text-align:justify;">Il giorno in cui sei numeri determinano la più alta vincita al gioco di tutti i tempi, è lo stesso giorno in cui altri numeri ci vengono vomitati addosso dal mare e dai superstiti: e sono le vittime migranti, uccise da un&#8217;indifferenza assassina.
</p>
<p style="text-align:justify;">In entrambi i fatti è la logica a mancare. Troppo alta è la cifra vinta perché mente umana la concepisca, la capisca, la razionalizzi. Troppo brutale è il massacro di innocenti nel mare Mediterraneo perché qualcuno ce lo spieghi, ne indichi le ragioni, i fondamenti, e soprattutto, la convenienza nel sistema geopolitico.
</p>
<p>Ma prima di parlare di immigrati, di reati, di clandestinità, qualche Ministro, i parlamentari tutti, e, si, anche noi, popolo del superenalotto, dovremmo rispondere a due, tre domande semplici semplici.
</p>
<p>Con quali paesi confina l&#8217;Eritrea? Qual è il reddito medio di un abitante? E l&#8217;aspettativa di vita?
</p>
<p>Non so. Non so. Non so. Non so perché non mi interessa, perché non sono affari miei, perché quello che so mi serve e mi basta e per quello che non so al Milionario insegnano che ci sono gli aiuti. E quello che so o che credo di sapere mi serve perché alla fine vinco sempre qualche cosa. E se la sorte vuole divento ricco.
</p>
<p>Non so, perché sono senza memoria.
</p>
<p>Non so, perché mi hanno insegnato che comunque la soluzione c&#8217;è sempre, basta capovolgere la pagina.
</p>
<p>Come si arriva dall&#8217;Eritrea alla Libia? Perché si decide di lasciare casa, affetti, terra, tutto per partire?
</p>
<p>Lo chiederei ai nostri parlamentari, gli stessi che – intervistati tempo fa dalle Iene &#8211;  neanche sapevano come si scrive Afghanistan. Oppure dov&#8217;è il Darfur.
</p>
<p>Quanto costa una colonna del Superenalotto? Cinquanta centesimi. Un viaggio della disperazione su una carretta del mare?  Silenzio.
</p>
<p>Infine. Sappiamo noi, popolo di sistemisti, che cos&#8217;è la disperazione?
</p>
<p><img align="left" src="http://giadg33.files.wordpress.com/2009/08/082409_0957_numeri1.jpg?w=470">Le persone sono numeri. Ci giochiamo nelle colonne del superenalotto tutto: date di nascita, giorni da ricordare, anniversari, età. Per ogni evento della nostra vita ci sono sei numeri da estrapolare, un segno divino da non lasciarsi scappare.
</p>
<p>Le persone sono numeri. Il Mediterraneo ormai è un pallottoliere. I marinai siciliani sono diventati pescatori di corpi. Sentono le loro grida e corrono. Vivi, moribondi, morti.  Per cento corpi che partono dieci ce la fanno. Decide la sorte. E non ci sono altre estrazioni.
</p>
<p style="text-align:justify;">Se penso all&#8217;Italia oggi, penso ad un&#8217;urna che gira, con tanti bussolotti dentro e un gran mal di testa. Un&#8217;urna che gira, senza senso della giustizia, senza ragione. Chiunque può diventare milionario. E chiunque può morire in mare. Oppure perché gli crolla addosso un edificio di sabbia e cemento, o perché trova chiuso il pronto soccorso. Si muore anche per questo, nell&#8217;Italia della sorte: ieri un ragazzo di 23 anni a Mazzarino (provincia di Caltanissetta, periferia della Sicilia) è morto perché dopo un incidente stradale all&#8217;ospedale nessuno ha potuto aiutarlo: la sala operatoria era chiusa. E lui è morto dissanguato.  In redazione di storie così, che ti fanno stringere i denti dalla rabbia, ne abbiamo una al giorno.
</p>
<p>E&#8217; una ruota che gira. Ti accarezza, ti bacia, oppure ti investe e ti annega.
</p>
<p> Abbiamo vinto. E non si divide.
</p>
<p>Siamo naufragati. Ed è una disgrazia tutta nostra.
</p>
<p>A Lampedusa, a Cala Maluk, c&#8217;è un pescatore che raccoglie ogni giorno dalla riva i vestiti dei naufraghi che il mare pietoso porta in riva (dei corpi, si sa, fanno banchetto i pesci). Prende questi cenci colorati, e li mette sugli scogli al sole stesi per lungo ad asciugare.  <br />Ecco, se dovessimo ricominciare a parlare di pace, quella sarebbe la nostra bandiera.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giadg33.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giadg33.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giadg33.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giadg33.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giadg33.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giadg33.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giadg33.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giadg33.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giadg33.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giadg33.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giadg33.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giadg33.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giadg33.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giadg33.wordpress.com/140/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=140&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Il Volatore</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Come a Marsala,come nel resto d’Italia….</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 14:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giadg33</dc:creator>
				<category><![CDATA[La rotta dei naviganti]]></category>

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		<description><![CDATA[  La prima casa costruita fuori dal centro storico era stata quella grande e bianca sulla sommità della curva oltre il Ponte Intavolato, che lo chiamavano così perché tanto tempo fa era davvero fatto di tavole, ma nessuno se lo ricordava in quel modo. Era una casa massiccia e sobria, con le cornici delle finestre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=138&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
 </p>
<p style="text-align:justify;"><img align="left" src="http://giadg33.files.wordpress.com/2009/07/071009_1440_comeamarsal1.jpg?w=470"><em>La prima casa costruita fuori dal centro storico era stata quella grande e bianca sulla sommità della curva oltre il Ponte Intavolato, che lo chiamavano così perché tanto tempo fa era davvero fatto di tavole, ma nessuno se lo ricordava in quel modo. Era una casa massiccia e sobria, con le cornici delle finestre bordate di marrone e il tetto non troppo a spiovere, con un piccolo abbaino al centro. Poi come improvvisati compagni di picnic a quella casa sorta in piena campagna se ne erano aggiunte altre. Le case popolari negli anni Sessanta erano state costruite senza un piano regolatore, senza un&#8217;idea architettonica, quasi in spregio alla bellezza dei luoghi che andavano a deturpare, come se la bruttezza fosse un&#8217;ideale rivoluzionario, una livella sociale, una sottile forma di vendetta estetica che in qualche modo metteva tutti d&#8217;accordo. I nuovi quartieri erano cresciuti così, senza senso, senza una logica, se non quella della infinita generativa del cattivo gusto. A pochi metri di distanza si fronteggiavano gli stili più disparati: casermoni popolari a parallelepipedo tutti mattoni e cemento che si guardavano in cagnesco con assurde villette bifamigliari in grigio cemento bucciardato, impresentabili condomini dagli infissi turchesi con finiture in alluminio anodizzato sopravvivevano accanto a incompiuti edifici lasciati a tufo.<br />
</em></p>
<p><strong>Filippo Bologna, Come ho perso la guerra, Fandango, 2009</strong></p>
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		<title>Mauro Rostagno, luna gialla di Sicilia</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 10:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giadg33</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lumìe di Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho imparato le regole della convivenza civile, dello stare insieme, della passione per le cose che si credono giuste, e per la giustizia in sé, in un circolo di giovani che era intitolato a Mauro Rostagno. All&#8217;ingresso, in un piccolo locale sempre pieno di umidità e di muffa con un tavolaccio per le riunioni e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giadg33.wordpress.com&amp;blog=333224&amp;post=136&amp;subd=giadg33&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho imparato le regole della convivenza civile, dello stare insieme, della passione per le cose che si credono giuste, e per la giustizia in sé, in un circolo di giovani che era intitolato a Mauro Rostagno.
</p>
<p>All&#8217;ingresso, in un piccolo  locale sempre pieno di umidità e di muffa  con un tavolaccio per le riunioni e tante sedie disastrate, c&#8217;era un ritratto bellissimo di Rostagno, con la scritta, sotto, grandissima: &#8220;Mauro Rostagno, assassinato dalla mafia&#8221;.
</p>
<p>Io avevo 15 anni e molta voglia di capire il mondo. Avevamo parecchie idee, abbastanza confuse, e per noi Rostagno era un po&#8217; come Gesù. Un personaggio misterioso, un santone, ma anche un giornalista, uno che aiutava i drogati, e addirittura – a sentire parlare qualche anziano – i terroristi. Uno che vestiva di arancione. Un anarchico.  Una persona libera, che era stata assassinata perché non aveva paura di dire quello che pensava in una provincia che era (ed  è) il far – west della Sicilia. <img align="right" src="http://giadg33.files.wordpress.com/2009/05/052509_1057_maurorostag1.jpg?w=470">
	</p>
<p>Di Rostagno cominciai a leggere tutto. Ai tempi in cui la Rete esisteva solo per pochi eletti, &#8220;tutto&#8221; per me era la biblioteca comunale, l&#8217;archivio dei giornali, le poche pubblicazioni in circolazione, i verbali di qualche conferenza.
</p>
<p>Mentre io mi documentavo, accadevano due cose. Entrambe fastidiose ed incivili. Ed entrambe comuni, purtroppo, a chi muore per mano mafiosa.
</p>
<p>La prima cosa. A poco a poco andarono insinuandosi alcuni dubbi sulla morte di Rostagno. E&#8217; una cosa tipica dei siciliani, questa, di vedere oltre le cose, di narrare l&#8217;inenarrabile, il segreto assoluto che si dà per certo. Ieri sera, ad esempio, ero a tavola con una persona che sosteneva che Falcone è stato assassinato in  realtà dai servizi segreti russi. Lo sapeva con assoluta certezza.
</p>
<p>Ecco, con Rostagno cominciava ad accadere che appena uno parlava del suo omicidio erano tutti concordi a dire che era stato assassinato dalla mafia ma….Ma? ….Occhiate, smorfie, mani a mulinello, ammiccamenti. C&#8217;era qualcos&#8217;altro, insomma. E si iniziò  a parlare di droga alla comunità, oppure, no, meglio ancora, di retroscena inediti dell&#8217;omicidio del commissario Calabresi. Le voci divennero certezza assoluta. Quel drogato di Mauro Rostagno. Quel terrorista di Mauro Rostagno.
</p>
<p>Finì che un giorno qualcuno pensò bene di cancellare la scritta &#8220;Assassinato dalla mafia&#8221; dal nostro poster di Mauro Rostagno. Rimasero solo il volto e il nome. Come un Cristo  barbone e sorridente. Ma senza croce.
</p>
<p>Lo ricordo bene quell&#8217;episodio, quel lembo inferiore del poster strappato. Ci penso ogni volta che qualcuno parla di cultura mafiosa.
</p>
<p>Gli cancellarono la morte, a Rostagno. E amen.
</p>
<p>La seconda cosa.  Nel crocicchio di socialisti (qui intesi non nel senso ideologico ma nel senso clientelare – dirigistico del termine) che governava da secoli negli anni &#8217;80 e &#8217;90  la provincia di Trapani si cominciò a parlare sempre di più dell&#8217;amico Mauro. Non c&#8217;era uno tra sindaci, consiglieri, assessori,deputati  che non si vantasse di averlo conosciuto, aiutato, in molti ne sapevano i segreti più intimi ma ne difendevano – comunque – la memoria. Insomma, Mauro era uno di loro. E a me dava fastidio non tanto questo, ma il fatto che lo chiamassero per nome, Mauro. Uno della ghenga, insomma. Privato del cognome, Rostagno era fantoccio, pupo seduto nella grande tavolata del magna magna della Sicilia dell&#8217;ovest.
</p>
<p>Gli cancellarono la vita, a Rostagno, almeno quel pezzo di vita che aveva vissuto qui in provincia di Trapani, e che gli era stata fatale.
</p>
<p>Ma Rostagno aveva mille vite  &#8211; come ha scritto Adriano Sofri un po&#8217; di tempo fa – e magari anche qualche amico vero, di quelli che potevano chiamarlo davvero per nome. E nel nome di Mauro cominciò una piccola, lunga, ostinata battaglia per riportare luce sui fatti. Per chiedere che venisse fatta giustizia per un omicidio che tutti sapevano fosse di mafia.
</p>
<p>E&#8217; stata la battaglia di un pezzo di società civile trapanese. Ed è bello che per una volta le parole &#8220;società&#8221; e &#8220;civile&#8221; si coniughino a qualcosa che viene dal nostro territorio. 10.000 firme raccolsero, dei testardi veri amici di Mauro, per chiedere la riapertura delle indagini. E trovarono sensibilità tra inquirenti e magistrati.
</p>
<p>Dossier riaperto. Mezzi di ricerca delle prove nuovi. Responsabilità acclarate. Rostagno è stato ucciso dalla mafia, perché denunciava ogni giorno i misfatti degli intrecci politico – mafiosi a Trapani e in provincia.
</p>
<p>Ci sono nomi e cognomi, finalmente, persone da guardare negli occhi  per chiamarli assassini.
</p>
<p>E ci siamo noi che, finalmente, facciamo pace con la storia. Almeno per un po&#8217;.
</p>
<p>Quando si uccide una voce libera non si fa solo un atto barbaro e incivile, ma si violenta la storia. Chissà quante altre cose avrebbe scritto e detto Rostagno sulla mafia e Trapani, chissà dove sarebbe arrivato. Chissà quante miei coetanei, sentendolo parlare, si sarebbero svegliati un po&#8217; prima e un po&#8217; di più da quest&#8217;oblio. Trapani sarebbe potuta diventare la provincia della riscossa al dominio mafioso anziché la capitale della mafia, la tana di Matteo Messina Denaro.
</p>
<p>Uccidendo Mauro hanno ucciso tutto questo, e delle nostre mille vite ci hanno lasciato quella più nera. Nera di lutto e di oblio. Nera di notti senza luna.
</p>
<p>Ma oggi c&#8217;è più luce intorno a noi.  Scopriamo che ha un senso fare i giornalisti in questo parte di Sicilia, o essere impegnati, o camminare a  testa alta. Scopriamo che tutto questo alla fine non è inutile. E lo scopriamo 22 anni dopo.
</p>
<p>La violenza esiste. Ma esiste anche la giustizia e la voglia di raccontare tutto questo e non fermarsi e continuare. E continuare.
</p>
<p>Mauro Rostagno era stanco quella sera del 26 Settembre 1988, non vedeva l&#8217;ora di tornare in comunità. Guidava tranquillo, per le stradine interne e sterrate che portano  a Lenzi, vicino Trapani.
</p>
<p>Non c&#8217;era luce. Strade al buio. Meglio così. Fuori c&#8217;era una luna grossa e gialla, luna di Sicilia. E Mauro pensò : che bello, nella mia prossima vita voglio essere la luna. La luna di Sicilia.
</p>
<p>Si addormentò con questo sogno. E mentre dormiva, sorrideva.</p>
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